Arroganza e indifferenza: due mali della nostra società

Il problema della distanza fra la mente e il cuore …

Riporto un “crudo” stralcio della testimonianza fatta su Facebook dall’amico Bernard Dika, Presidente del Parlamento degli Studenti della Toscana.

 

“Questo “signore” è l’autista del bus Ataf sul quale mi trovavo stamani.

Alla fermata di Piazza San Marco un cittadino in carrozzina è salito sul mezzo facendosi aiutare da sua moglie. Per scendere il signore disabile ha chiesto di essere aiutato (è un suo diritto come è dovere dell’autista spegnere i motori e aiutare nella salita e discesa il passeggero disabile). L’autista non si è degnato nemmeno di rispondere. Abbiamo aiutato noi, giovani, il disabile con un silenzio assordante degli adulti.

Il cittadino una volta sceso si è posizionato davanti al bus in segno di protesta per qualche secondo.

L’autista ha dato un po’ di gas, si è fatto largo, e ha proseguito come se niente fosse accaduto.

Eravamo pochi giovani, siamo andati a lamentarci chiedendogli “perché non l’ha aiutato?” ma con un’arroganza fuori misura si è fermato poco dopo scendendo dall’autobus e costringendo, di fatto, tutti i passeggeri a prendere quello dopo.

Firenze è da sempre la città simbolo dell’aiuto ai più deboli, dallo Spedale degli Innocenti alle centinaia di associazioni di volontariato, questo autista non può scamparla così.”

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Ci piace questa società? Oggi stiamo perdendo la nostra UMANITA’, il rispetto e la considerazione per l’altro.

In questa triste storia mi chiedo chi è il vero portatore di handicap: siamo abituati a considerare ogni deficit del corpo necessariamente come handicap, mentre i veri deficit sono quelli che non si vedono: la mancanza di empatia, di rispetto, di umanità, la debolezza d’animo, la mancanza di ideali.

Ciò che rende sgomenti è il riferito mutismo degli adulti presenti sull’autobus: fatti di questo tipo dovrebbero sempre scatenare in chi assiste una pronta e dirompente reazione fatta di parole, per difendere con orgoglio i diritti dei più deboli.

Questo risveglio delle coscienze è irrinunciabile in una società che si predica civile!

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Andrea Mucci

 


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