Gli auguri di serenità per il S. Natale e per il Nuovo Anno
Il presepe
L’augurio più importante: PACE NEI CUORI!
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Altri “inviti” ai marciapiedi realizzati nel Quartiere 2
Ecco le foto di scivoli “fioriti” a seguito di nostre segnalazioni:
Scivolo in viale Giuseppe Mazzini all’altezza dei civici n° 12 e 14Scivolo in viale Giuseppe Mazzini all’altezza dei civici n° 12 e 14 (lato opposto)
L’accessibilità per definizione non può che essere “piena” altrimenti una città non può dirsi accessibile.
Ecco perchè tutti dobbiamo fare la nostra parte: le Amministrazioni abbattendo le barriere sburocratizzando le procedure e ogni Cittadino sentendosi responsabile delle sue azioni, evitando comportamenti scorretti come ad esempio le soste selvagge che costituiscono muri di fronte ad uno scivolo. Il lavoro da fare nelle nostre città è ancora grande…
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La richiesta di molte realtà associative a garanzia dei diritti delle persone fragili
Condivido il significativo articolo dell’Osservatorio Malattie Rare (clicca sul testo sottolineato per leggerlo) che tratta della necessità di un’evoluzione nell’assistenza e nella presa in carico dei bisogni quotidiani delle persone con disabilità e delle loro famiglie per garantire una qualità dell’esistenza, una partecipazione alla vita sociale e un’applicazione concreta delle normative che oggi tutelano solo a parole, ma nei fatti non per tutti, i diritti fondamentali della persona umana.
Tante associazioni italiane hanno richiesto maggiori garanzie a tutela soprattutto delle gravi disabilità, richiamando l’attenzione sulle problematiche che le persone fragili e i loro nuclei familiari si trovano ad affrontare ogni giorno in carenza o assenza di quei servizi sanitari, sociosanitari e socioassistenziali oggi non più procrastinabili.
La Carta delle famiglie con persone non autosufficienti, inviata questo mese da circa novanta associazioni al Ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, rinnova la priorità del tema e – attraverso le proposte – pone l’attenzione sull’importanza di considerare sempre la Persona al centro.
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La piena accessibilitànelle nostre città èuna irrinunciabile priorità.
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Il mio intervento ad una lezione del corso di laurea in ‘Scienze dell’educazione e della formazione’ per dialogare sui diritticon gli studenti
Con i ragazzi del corso di laurea L-19 di ‘Scienze dell’educazione e della formazione’ nell’insegnamento di ‘Pedagogia sociale’ per il Progetto #MOLLALOSCIVOLO.
Con emozione oggi sono tornato – a tre anni dalla laurea triennale in ‘Scienze Umanistiche Per la Comunicazione’ – nella sede dell’Ateneo fiorentino di via Laura 48, invitato dalla professoressa Raffaella Biagioli per parlare delle mie attività di sensibilizzazione per i diritti di tutti ai ragazzi del corso di laurea in ‘Scienze dell’educazione e della formazione‘ in una lezione del corso di ‘Pedagogia sociale’ L-19 per educatori.
Di fronte a tanti coetanei che ora siedono sui banchi in cui io sono stato, sentitomi a mio agio, da subito ho cercato di coinvolgerli per – spero – suscitare interesse, senza annoiare, pur trattando un delicato e problematico tema.
Nel breve intervento, i giovani studenti del I anno (corso M-Z) sono stati tutti molto partecipativi, rimarcando la loro convinzione che l’accessibilità riguarda tuttii cittadini e le stesse situazioni personali possono mutare in qualsiasi momento: per questo è importante parlare di barriere architettoniche e mentali e unirsi per un vero e proprio cambiamento di mentalità, per smuovere sempre più le coscienze, imparando a porre la persona al centro e sentendosi – come giovani – in grado non solo di imparare dagli adulti ma anche di essere dei buoni maestri.
Lo spazio parla di noi e le città in cui viviamo possono renderci o meno tutti protagonisti (pensiamo agli spazi urbani, ai trasporti, ai servizi nel digitale, ecc.). L’attenzione e l’intenzione di attuare l’accessibilità rimuovendo gli ostacoli da parte delle Amministrazioni con tempi certi e rapidi e non creando ostacoli fisici da parte dei cittadini è fondamentale.
La città include se l’ambiente è vivibile in autonomia e sicurezza per tutti: le limitazioni infatti dipendono dai contesti. La persona è disabile quando l’ambiente la fa essere tale non permettendogli di vivere e muoversi a proprio agio negli spazi che ogni giorno frequenta.
La professoressa Raffaella Biagioli ed io per il Progetto #MOLLALOSCIVOLO.
L’apertura all’altro, la volontà di rispettarsi senza pregiudizi, valorizzando le differenze (che sono ricchezza), passa dal comportamento di ognuno di noi che può essere contagioso e ‘illuminante’ per gli altri.
Un bel pomeriggio per ampliare sempre più il messaggio del Progetto #MOLLALOSCIVOLO.
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Le parole di Luca Pancalli, presidente del ‘Comitato Italiano Paralimpico’, ieri su “Luce!”
Riporto l’illuminante riflessione di Luca Pancalli apparsa ieri su “Luce!”: quella del presidente è una verità tanto grande quantodifficile a tradursi in un sentimento comune… eppure vale per ogni individuo, in ogni ambito di vita.
Per realizzarsi in concreto l’inclusione ha bisogno di ognuno di noi, di un atteggiamento costruttivo, di uno sguardo non miope, di un orizzonte più aperto.
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Le barriere architettoniche create in occasione dei cantieri non possono essere ignorate perché il creare o non abbattere gli ostacoli alla libera circolazione di tutti non è solo rispetto della nostra Costituzione, ma condizione di civiltà e di utilità sociale
La nostra città è oggi, come tanti altri centri urbani del Paese, invasa dai cantieri per diventare più moderna, bella e funzionale.
Questo, però, comporta anche varie problematiche fra le quali voglio soffermarmi sulla frequente creazione di barriere architettoniche in occasione ed a causa dei cantieri negli spazi urbani, anche per opere pubbliche.
Spesso in queste occasioni ad esempio gli attraversamenti pedonali provvisori come i passaggi non tengono conto della necessità di fruibilità e di sicurezza per tutta la cittadinanza e capita che siano sprovvisti di scivoli per consentire l’attraversamento in strada o presentino lo scivolo solo da un lato, cosicchè chi scende con un ausilio non può risalire sull’altro marciapiede e si trova costretto a muoversi in strada. Va da sé che questa non è sicurezza e si ripercuote non solo su chi ha una disabilità permanente, ma anche sull’anziano, sul bambino, sulla mamma che spinge un passeggino, ecc.
Ricordiamo che una ‘barriera architettonica’ è un male per tutti e il non crearla o l’abbatterla è a garanzia del soddisfacimento delle esigenze di tutta la cittadinanza.
L’ostacolo del resto e non la disabilità, è l’oggetto di molta legislazione del nostro Paese in materia.
Attuale attraversamento pedonale provvisorio con barriera in via Capo di Mondo
E’ INDISPENSABILE sensibilizzare tecnici e imprese sul tema e su questo problema le Amministrazioni devono svolgere un ruolo di primo piano pretendendo attraverso regolamentazioni e controlli, in particolare in occasione di opere pubbliche, che per cantieri e esecuzione di lavori vi sia un’adeguata progettazione, direzione e conduzione, garantendo fruibilità e sicurezza per tutti, in osservanza della legislazione in materia e ancor prima dei principi costituzionali, non meno della ‘Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità’.
Allo stesso tempo l’Amministrazione deve, laddove si creino barriere architettoniche in sede di cantieri, se davvero vuole il bene della collettività tutta – accelerare le procedure di abbattimento degli ostacoli, ricordando che i diritti di tutti e le reali necessità della collettività nel nostro Paese non possono attendere la lunga ed angosciante burocrazia che ad oggi uccide i diritti dei cittadini.
Attuale attraversamento provvisorio con barriera per cantiere in via Mannelli, 107Attuale attraversamento provvisorio con barriera per cantiere in via Dei Servi, 16Attraversamento pedonale provvisorio con barriera in via S. Ammirato in occasione lavori della pista ciclabile: barriera a suo tempo rimossa a seguito mia segnalazione
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Il Capo dello Stato nell’occasione ha ancora una volta sottolineato il valore della ‘Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità’ e la necessità di attuarla in concreto
Per la prima edizione di “EXPO AID 2023” intitolata “Io, persona al centro”, tenutasi a Rimini il 22 e 23 settembre, il Presidente Sergio Mattarella ha inviato un significativo messaggio ad Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità, che merita tutta la nostra attenzione.
Tenendo anche conto che l’80% delle disabilità non sono visibili, è fondamentale porre l’attenzione su quanto lavoro si debba ancora fare da parte delle Istituzioni a garanzia del riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità e sul fronte della sensibilizzazione su questo tema.
Ancora nel 2023 dobbiamo invocare quello sforzo collettivo di cui parla Mattarella e di cui le Istituzioni devono essere registe, per rimuovere le barriere fisiche, burocratiche e soprattutto culturali che ancora gravano la nostra società e il nostro Paese per un cambiamento di cui tutti dobbiamo essere protagonisti.
Richiamandomi alla ‘Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità’ constato che nella realtà la disabilità è spesso associata – a torto – a limiti e ostacoli, ma non si comprende ancora che non è tanto la condizione di disabilità, ma l’ambiente e la mentalità che lo caratterizza – con le sue barriere fisiche e mentali – a rendere spesso la persona ‘svantaggiata’ , non in grado di viverlo autonomamente e in tutti i suoi aspetti. Il contesto – come si rileva dalla stessa Convenzione – è infatti una risorsa potenziale che, quando ricca di opportunità, consente di raggiungere livelli di realizzazione e autonomia delle persone che, in condizioni contestuali meno favorevoli, saranno invece molto difficilmente raggiungibili.
Speriamo che sempre più vi siano iniziative come EXPO AID 2023 volte a richiamare l’attenzione sui temi dell’unicità e della dignità della persona, dell’eguaglianza, della libertà, dell’inclusione e soprattutto speriamo in una sempre maggior attuazione concreta e quotidiana di questi valori, di cui è inefficace la sola affermazione sulla carta.
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La proposta normativa della Commissione Europea per facilitare la mobilità delle persone con disabilità in tutti gli Statid’Europa
Richiamo l’attenzione su un’importante proposta della Commissione Europea per dare la possibilità alle persone con disabilità di muoversi liberamente in tutta l’Ue, tramite una carta europea di disabilità e un contrassegno europeo di parcheggio.
Se la Costituzione Italiana, in particolare all’articolo 3, riconosce e sancisce lalibertà di circolazione per tutti questo diritto non può venir meno quando oltrepassiamo i confini, perciò la Commissione europea – tramite la sua commissaria Dalli – ha presentato un provvedimento per dar modo alle persone con disabilità di muoversi liberamente e senza difficoltà in tutti gli Stati facenti parte dell’Unione Europea.
Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
Questa utile e lungimirante iniziativa – che dovrà essere discussa da Consiglio e Parlamento europeo – si basa su un progetto pilota portato avanti – anche nella nostra Italia – fra il 2016 e il 2018. La carta attesterà la disabilità valendo in tutti gli stati dell’Unione Europea.
La cultura dell’accessibilità si fa strada anche attraverso provvedimenti come questo.
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