Il pensiero del generale Vannacci ci riporta indietro di decenni e ignora il progresso e l’evoluzione civile e sociale – tuttora in atto – del nostro Paese

L’ignoranza è uno dei più grandi mali dell’Italia e diventa pericolosissima quando alla non conoscenza si unisce l’arroganza.
Le parole del generale Vannacci circa il criterio di formazione delle classi scolastiche basato sulle diverse condizioni e differenze degli studenti fanno rabbrividire, in particolare in riferimento alla disabilità. Tornano infatti alla memoria le classi speciali di un tempo e una mentalità anacronistica, antiquata e stereotipata.
Grave che queste proposte arrivino da chi aspira ad avere cariche istituzionali e che si strumentalizzino temi così delicati a fini elettorali.
Senza ulteriori commenti basta guardare alla nostra Costituzione, sempre richiamata da un uomo di alto spessore morale e civile quale il Presidente della Repubblica Mattarella che ci dà la forza di sperare che una rinascita del nostro Paese sia possibile.
Ripenso, scrivendo, ai tanti meravigliosi anni vissuti nella scuola e al valore che per me hanno avuto le amicizie con i compagni – tutti diversi -, oltre che l’avere avuto al fianco molti maestri e professori preparati e sensibili, aperti alla NORMALITA’ della diversità.
L’uomo non è solo e nelle difficoltà tutti dovremmo sentirci uniti perchè la diversità è ricchezza.
Non prendiamo alla leggera affermazioni spesso ‘muscolose’ e provocatorie di politici e aspiranti tali, ma pensiamo piuttosto alla gravità dei loro contenuti.
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Andrea Mucci

