“Classi per disabili”: il grave pericolo dell’ignoranza

Il pensiero del generale Vannacci ci riporta indietro di decenni e ignora il progresso e l’evoluzione civile e sociale – tuttora in atto – del nostro Paese

Una mia 'ricca' classe...
Una mia ‘ricca’ classe…

L’ignoranza è uno dei più grandi mali dell’Italia e diventa pericolosissima quando alla non conoscenza si unisce l’arroganza.

Le parole del generale Vannacci circa il criterio di formazione delle classi scolastiche basato sulle diverse condizioni e differenze degli studenti fanno rabbrividire, in particolare in riferimento alla disabilità. Tornano infatti alla memoria le classi speciali di un tempo e una mentalità anacronistica, antiquata e stereotipata.

Grave che queste proposte arrivino da chi aspira ad avere cariche istituzionali e che si strumentalizzino temi così delicati a fini elettorali.

Senza ulteriori commenti basta guardare alla nostra Costituzione, sempre richiamata da un uomo di alto spessore morale e civile quale il Presidente della Repubblica Mattarella che ci dà la forza di sperare che una rinascita del nostro Paese sia possibile.

Ripenso, scrivendo, ai tanti meravigliosi anni vissuti nella scuola e al valore che per me hanno avuto le amicizie con i compagni – tutti diversi -, oltre che l’avere avuto al fianco molti maestri e professori preparati e sensibili, aperti alla NORMALITA’ della diversità.

L’uomo non è solo e nelle difficoltà tutti dovremmo sentirci uniti perchè la diversità è ricchezza.

Non prendiamo alla leggera affermazioni spesso ‘muscolose’ e provocatorie di politici e aspiranti tali, ma pensiamo piuttosto alla gravità dei loro contenuti.

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Andrea Mucci

L’educazione? Questa sconosciuta…

Rispettarsi e rispettare il prossimo nostro è prioritario

Ieri sera, 10 aprile 2024, in via Giosuè Carducci il conducente della 500 se ne é andato, ma ha lasciato un muro di… prepotenza e arroganza

Un'auto parcheggiatasulle strisce pedonali

Non é difficile comprendere che parcheggiando con noncuranza sulle strisce pedonali si mettono in difficoltà non solo persone che si muovono con ausili, ma anche mamme che spingono una carrozzina, operai che portano un carrello merci, bambini che non attraversano più in sicurezza per la ridotta visibilità creata e si costringono i cittadini ad attraversare la strada irregolarmente, con disagio e senza sicurezza.

QUANDO capiremo che la regola del ‘prima io’ non migliora noi stessi e il territorio in cui viviamo? Tutti – anche i molti parcheggiatori selvaggi – vivrebbero meglio in una città più corretta e attenta all’altro perché del rispetto delle regole ne godrebbero anche loro. Ê possibile tanta miopia?

“MOLLARE” GLI SCIVOLI significa: non siamo soli (fortunatamente) e le esigenze altrui non sono meno importanti delle nostre!

Un camion sulle strisce mette in difficoltà una signora anziana nell'attraversamento

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Andrea Mucci