Toccare con mano l’arte perché sia veramente patrimonio condiviso
In occasione della ventesima ‘Giornata del Contemporaneo’ è stato aperto al pubblico un percorso tattile polisensoriale sviluppato da Comune di Firenze, Museo Novecento, MUS.E, Museo delle Terre Nuove a San Giovanni Valdarno in collaborazione con il Laboratorio GeCo, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze e col sostegno del Ministero della Cultura.

Plaudiamo a queste iniziative sperando però che in un prossimo futuro i nostri musei siano accessibili a tutti, senza dover ricorrere a percorsi specifici: questa non è un’utopia.
La moderna museologia deve considerare il visitatore, il fruitore come persona, come essere umano, senza guardare alla condizione in cui si trova e porla al centro.
È un fatto culturale che dobbiamo ancora far nostro: il museo per definizione deve essere uno spazio senza barriere, perchè tutti conoscano e godano della bellezza e dell’arte – nostro patrimonio.
Dobbiamo con mente aperta comprendere che non si conosce solo con gli occhi, ma anche con altri sensi (ne abbiamo cinque) come ad esempio il tatto.
L’accessibilità in conclusione deve essere una caratteristica imprescindibile di un museo (e non un elemento in più, non la ciliegina sulla torta) come lo è ad esempio l’esistenza dell’impianto elettrico…: è una questione di cultura.
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Andrea Mucci
