Tredici atleti paralimpici entrano a far parte della Polizia di Stato

La bella notizia dà forza a tutti noi e fa sperare in un mondo in cui venga vista la persona prima della propria condizione

Tredici atleti paralimpici fra cui la schermitrice Bebe Vio hanno giurato ieri, 11 luglio 2023, nella sede del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) a Roma per entrare – a seguito selezione concorso pubblico – nella Polizia di Stato con il ruolo di agenti tecnici per la Sezione Paralimpica Fiamme Oro.

La cerimonia di giuramento dei partecipanti al I Corso Allievi Agenti Tecnici della Polizia di Stato
La cerimonia di giuramento dei partecipanti al I Corso Allievi Agenti Tecnici della Polizia di Stato

Alla cerimonia hanno preso parte il Capo della Polizia Vittorio Pisani, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli e il direttore del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro Francesco Montini.

Si tratta di Bebe Vio, Ionela Andreea Mogos, Emanuele Lambertini e Edoardo Giordan per la scherma, Carlotta Gilli, Monica Boggioni, Giulia Ghiretti, Antonio Fantin, Simone Barlaam e Stefano Raimondi per il nuoto, Vincenza Petrilli per il tiro con l’arco, Renè De Silvestro e Jacopo Luchini per sci e snowboard.

Questa splendida notizia dà grande forza, non solo a ragazzi con diverse abilità, ma a tutti i giovani: con volontà e determinazione è possibile far diventare realtà anche azioni che al primo pensiero sembrerebbero impossibili da immaginare. E dà speranza anche nella possibilità che in futuro la persona sia considerata prima della condizione che – momentaneamente o in modo permanente – si trova a vivere.

E’ bello poter credere e vedere che sia possibile farsi strada nella vita e realizzarsi anche attraverso lo sport, puntando sulle proprie capacità e forze e abbattere quelle barriere che spesso si trovano nelle nostre menti.

Questi atleti sono esempi virtuosi per la società tutta di grandi valori quali coraggio, dignità, tenacia, rispetto per l’altro, valori di cui sempre più abbiamo bisogno in un periodo di disorientamento e crisi quale quello che stiamo vivendo.

L’energia che ci trasmettono ragazzi con grande volontà come gli atleti paralimpici è inersauribile…!

Il loro è un insegnamento per tutti di ribellione agli stereotipi e ai luoghi comuni e la testimonianza che non esistono confini.

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Andrea Mucci

Conoscere? La chiave per abbattere le barriere mentali

Alcune riflessioni su quanto accaduto a un atleta che si muove con ausili in un locale della Versilia

Le più grandi? Le barriere mentali!
Le più grandi? Le barriere mentali!

E’ importante portare all’attenzione dell’opinione pubblica episodi come quello di Marina di Pietrasanta (sotto i relativi articoli de “La Nazione”) che possono servire a far capire che la disabilità è una condizione che rientra nella normalità della diversità e la non conoscenza, purtroppo, è madre di pregiudizi e discriminazioni da combattere per una società più giusta e consapevole. Casi come questo fanno riflettere su quanto ancora grande sia il lavoro da fare per sensibilizzare a livello nazionale sui temi dell’accessibilità e della disabilità.

Purtroppo la disabilità è spesso associata – a torto – unicamente a limiti e ostacoli, senza comprendere che “la disabilità spesso sta negli occhi di chi guarda” (Alex Zanardi) e i limiti più grossi sono costituiti dalla mancanza della possibilità di costruire relazioni e di godere a pieno dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Una persona non è “disabile” perchè non cammina, non vede, non sente, non capisce, ma lo diventa quando incontra barriere comportamentali e ambientali che impediscono la piena partecipazione alla vita sociale.

Spesso siamo sensibili al singolo caso, a cui ci sentiamo vicini, ma non sappiamo poi tradurre questo in un consapevole atteggiamento generale di conoscenza, attenzione e comprensione della disabilità: spesso le barriere le creiamo noi.

“La Nazione”, articolo di Laura Sartini: https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/amputato-stampelle-locale-bd61efe5.

“La Nazione”: “https://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/il-caso-pace-fatta-tra-capasso-e-il-bambubar-1730308c.

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Andrea Mucci