Rendere i musei accessibili a tutti: un fatto culturale

Toccare con mano l’arte perché sia veramente patrimonio condiviso

In occasione della ventesima ‘Giornata del Contemporaneo’ è stato aperto al pubblico un percorso tattile polisensoriale sviluppato da Comune di Firenze, Museo Novecento, MUS.E, Museo delle Terre Nuove a San Giovanni Valdarno in collaborazione con il Laboratorio GeCo, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze e col sostegno del Ministero della Cultura.

Pagine de “La Nazione”, 12 ottobre 2024 ​
“La Nazione”, 12 ottobre 2024

Plaudiamo a queste iniziative sperando però che in un prossimo futuro i nostri musei siano accessibili a tutti, senza dover ricorrere a percorsi specifici: questa non è un’utopia.

La moderna museologia deve considerare il visitatore, il fruitore come persona, come essere umano, senza guardare alla condizione in cui si trova e porla al centro.

È un fatto culturale che dobbiamo ancora far nostro: il museo per definizione deve essere uno spazio senza barriere, perchè tutti conoscano e godano della bellezza e dell’arte – nostro patrimonio.

Dobbiamo con mente aperta comprendere che non si conosce solo con gli occhi, ma anche con altri sensi (ne abbiamo cinque) come ad esempio il tatto.

L’accessibilità in conclusione deve essere una caratteristica imprescindibile di un museo (e non un elemento in più, non la ciliegina sulla torta) come lo è ad esempio l’esistenza dell’impianto elettrico…: è una questione di cultura.

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Andrea Mucci

L’arte deve essere sempre accessibile…

La conoscenza dell’arte passa attraverso la sua accessibilità che deve essere sempre piena perché l’arte divenga sensibilità condivisa

Plaudo alla riscontrata accessibilità per persone con difficoltà motorie dei tre bei palazzi nel cuore di Firenze visitabili, ieri e oggi, grazie al FAI (palazzo Buontalenti, palazzo Marucelli – Fenzi e la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze) e alla massima attenzione e accoglienza verso i visitatori dei volontari del FAI, degli studenti apprendisti-ciceroni, del personale dell’Università di Firenze, dell’ European University Institute e dei volontari della Croce Rossa.

Il pensiero di Piero Calamandrei in una lapide del Rettorato dell'Università di Firenze
Il pensiero di Piero Calamandrei in una lapide del Rettorato dell’Università di Firenze

L’arte è patrimonio comune ed è quindi indispensabile che sia accessibile e possano goderne tutti perché trasmette il valore della bellezza e della grazia senza le quali non ci salveremo.

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Andrea Mucci