Non creiamo nuove barriere …
Riporto la significativa storia di una giovane donna di Ravenna, da trenta anni su una carrozzina a seguito di un grave incidente stradale:
“Chi può camminare non se ne rende conto. Ma per me, anche un piccolo buco per strada, rischia di farmi ribaltare. Le insidie sono sempre moltissime, a partire dalle auto parcheggiate sui marciapiedi, passando per la mancanza di educazione civica che porta le persone a mettere l’auto negli stalli per disabili o a utilizzare il permesso di altri. Al di là degli ostacoli che incontro un po’ ovunque, come per esempio al mercato, dove c’è sempre il pericolo di cadere a causa delle condizioni della strada, trovo che finché la gente non si sensibilizzerà e non riuscirà ad entrare in empatia con i problemi degli altri, sarà difficile che le città si attrezzino per diventare più accessibili. Solo se si percepisce che una cosa è ingiusta, ci si muove effettivamente per cambiarla. Insomma, prima di togliere uno scalino che impedisce a una persona con disabilità di entrare in un luogo, bisogna cambiare atteggiamento e mentalità”.

Esperienze come quella di Lorenza fanno riflettere sulle “barriere mentali” presenti nella nostra società e sulle criticità dei nostri centri urbani e possono far riflettere tanti cittadini sul modo in cui “trattano” e “vivono” la strada e sul fatto che quest’ultima è uno spazio comune e pubblico!
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Andrea Mucci
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