Nella ‘Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità’ parliamo su “La Nazione” di Accessibilità che a Firenze – come nelle altre città – riguarda tutti, persone disabili e non
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Ho partecipato al convegno fiorentino “La contemporaneità può costruire altrimenti” organizzato dalla Fondazione Architetti di Firenze in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Firenze e all’interno di un progetto più ampio sui temi dell’accessibilità per porre l’attenzione sulla progettazione ‘for all’
Giovedì 20 novembre alla Palazzina Reale di Firenze si è tenuto il convegno “La contemporaneità può costruire altrimenti” per parlare dei temi dell’accessibilità, del progettare e costruire in modo inclusivo andando oltre le linee guida e le norme che hanno tempi non rispondenti alla necessità di garantire il diritto di libera circolazione e in sicurezza a tutti i cittadini.
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E’ inaccettabile che nel 2025 concerti e grandi eventi siano nelle nostre città ancora spesso inaccessibili per una parte del pubblico
Il manifesto ‘Live for All’
Tempo d’estate, tempo di spettacoli dal vivo, concerti, eventi culturali che dovrebbero essere pienamente accessibili a tutti, senza ostacoli, ma che purtroppo ahimè per le persone con disabilità nelle nostre città spesso non lo sono.
Nel mese di Luglio ha fatto notizia la petizione promossa da ‘Luccasenzabarriere ODV’ e Nicola Pera all’Amministrazione comunale di Lucca e agli organizzatori del ‘Lucca Summer Festival’ di un corridoio accessibile sotto il palco per le persone con disabilità, confinate invece in un’area perimetrata, lontana dal palco, con scarsa visibilità: condizione frustrante e discriminatoria.
In una parola il problema è garantire alle persone con disabilità una ancora ben lontana parità di visione, di partecipazione e di dignità ai concerti ed eventi culturali, conciliando sempre la sicurezza con i valori di civiltà e accessibilità.
Proprio per questo nel 2024 è nata la campagna, ‘Live for All’, un manifesto per eventi dal vivo accessibili, portato i primi di Luglio di quest’anno in Senato con l’obiettivo di ridurre quei fattori che ad oggi rendono l’esperienza dei live non egualitaria per chi ha una disabilità.
La campagna ha riscosso una raccolta firme su change.org che ha superato le 30.000 sottoscrizioni e lo scorso 3 Luglio è stata portata al Senato la richiesta di una legge per l’accesso universale allo spettacolo dal vivo, sottolineando le criticità legate all’accesso delle persone con disabilità agli eventi live(biglietti difficili da prenotare, limitati posti disponibili, aree ‘dedicate’ separate e discriminatorie, in una parola recinti segreganti, visibilità compromessa).
Principali obiettivi del manifesto ripresi anche dalla proposta di legge in Senato
prenotazione e acquisto dei biglietti in condizioni di parità, con un click
numeri democratici: comunicazione pubblica obbligatoria del numero massimo di posti accessibili
visibilità e fruibilità piene per ogni spettatore, a prescindere dal tipo di disabilità
non più segregazioni, consentendo la partecipazione insieme al proprio gruppo di amici
applicazione dei principi della progettazione universale in tutte le infrastrutture nuove o oggetto di ristrutturazione
Si spera che sempre più – sia nell’organizzare eventi che nella progettazione di spazi aperti – sia tenuto conto dell’accessibilità, non come un regalo per i più svantaggiati, ma come condizione necessaria della civiltà giuridica e a garanzia di tutti.
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Qui non solo si sottolinea quanto ancora ci sia da fare per garantire pari dignità a tutti all’interno della scuola, ma si mostra in maniera lampante con un’esperienza di vita quanto anche oggi – in un tempo in cui si avverte sempre più l’urgenza di un’educazione alla relazione, al rispetto, alla diversità – l’adulto sia chiamato più di ogni altro a svolgere il suo ruolo con l’esempio e la responsabilità.
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Un appuntamento internazionale che vuole abbattere ogni forma di pregiudizio ed emarginazione nei confronti delle persone con disabilità intellettive
Luca Vergniano (medaglia d’oro) sulla pista di Sestriere (foto da torinocronaca.it)
Un’iniezione di energia arriva da tutti gli atleti che stanno disputando le gare delle ‘Special Olympics’ quest’anno per la prima volta in Italia, a Torino (dall’8 al 15 marzo), e che vedono la partecipazione di 1500 atleti, con e senza disabilità intellettive, provenienti da 100 paesi in 8 diverse discipline le cui gare si svolgono a Torino, Bardonecchia, Sestiere e Pragelato.
Atlete e atleti di età diverse, con e senza disabilità intellettive, giocano, si allenano, viaggiano, gareggiano e gioiscono insieme, testimoniando che insieme si possono raggiungere importanti conquiste.
Questi giochi mondiali invernali coinvolgono, oltre agli atleti circa 1000 coach e delegati, alcune migliaia di volontari e familiari, un migliaio di media accreditati e circa trecentomila spettatori: un grande messaggio di condivisione e soprattutto un grande esempio di coraggio e forza di volontà di questi straordinari atleti che s’impegnano per valorizzare le loro grandi potenzialità nonostante le difficoltà.
Persone che grazie allo sport imparano a vedere se stesse per le proprie capacità ed insegnano così a chi le guarda a fare lo stesso, per sentirsi parte di una comunità sempre più matura e inclusiva.
Fieri dei nostri azzurri per i 7 ori nello sci alpino, le medaglie nella danza sportiva, nello snowboard confidiamo che questi giochi coinvolgano sempre più persone nel cambiamento apprezzando l’amore, la passione e la voglia di condividere di questi ragazzi che tanto insegnano a un mondo che spesso non sa che urlare e dividersi.
Un onore che i giochi interazionali siano quest’anno ospitati nel capoluogo piemontese: un segnale d’impegno forte sui temi dell’inclusione sociale e del rispetto per l’unicità della Persona umana.
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Un pensiero nella Giornata internazionale della donna
Nella Giornata dell’8 Marzo è importante ricordare che nella lotta per la parità ostacoli ancora maggiori sono incontrati dalle donne con disabilità: nella battaglia per i diritti devono infatti far quotidianamente fronte anche agli stereotipi abilisti e combattere per l’accessibilità e l’inclusione.
Da leggere l’articolo apparso in proposito su “Luce!” che apre una finestra sulla più difficile condizione – sul fronte dei diritti – di chi, oltre ad essere donna, è anche persona con disabilità:
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Questa la domanda da porre ad amministratori, tecnici, imprese e addetti ai lavori che operano nel settore…
Tale domanda se la fanno infatti tutti coloro che ogni giorno s’imbattono in marciapiedi che senza ‘invito’ non consentono l’attraversamento o la risalita nel marciapiede non solo a chi si muove con ausili, ma anche a tutti i cittadiniche desiderano attraversarein sicurezza sulla carreggiata.
Tutti sostengono l’accessibilità, ma ancor’oggi tanti sono i marciapiedi senza scivolo, quest’ultimo spesso considerato un optional…
E se questo accade di fronte alle tradizionali strisce zebrate bianche, figuriamoci se ci si pone il problema di dotare di scivoli i marciapiedi antistanti le strisce gialle per lavori in corso…!
Strisce gialle senza scivolo attualmente in via Bovio (FI)
E’ l’ora dunque che amministratori, tecnici e imprese di ogni città operino ponendosi sempre e inderogabilmente come primo obiettivo il garantire l’accessibilità piena e la mobilità per tutti: diamoci da fare!
Seconda striscia gialla senza scivolo in via Bovio (FI)
Il cittadino può fare la sua parte segnalando la presenza di barriere architettoniche.
Potete farlo anche (con foto e ubicazione dell’ostacolo) sulla pagina di Facebook: “Contro Ogni Barriera – Una Città Per Tutti” mediante un messaggio diretto per cercare di migliorare le nostre città arrivando a concreti abbattimenti di ostacoli fisici che minano la libertà e la sicurezza di tutti.
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Nel periodo natalizio sono tornato a Civita di Bagnoregio (VT), un borgo in cima a una rupe che per me ha grande fascino… una vera magia. Ho percorso con il Triride insieme ad amici il lungo ponte pedonale in cemento armato, unica via per raggiungere il borgo.
Per chi ha difficoltà o disabilità c’è anche un servizio organizzato dal Comune con la Croce Rossa (prenotabile con un po’ di anticipo al numero 3335734724).
Il piccolissimo borgo all’interno è in buona parte visitabile anche in carrozzina ed è impagabile la vista degli scorci fra i vicoli e del panorama del belvedere.
Per chi vi arriva l’immagine di Bagnoregio isolata e sospesa sulla valle dei calanchi ha qualcosa di irreale e l’atmosfera che si respira sa di antico come le sue pietre.
Girandola con il propulsore elettrico per la carrozzina mi sono trovato abbastanza bene e nella piazza principale ho apprezzato l’attenzione all’accessibilità: in presenza di dislivelli sono stati realizzati scivoli per permettere a tutti di circolare liberamente.
Una bella sorpresa è stato scoprire che la chiesa è stata dotatadi una ‘discreta’ rampaper accedere al sagrato che fa onore al borgo.
Peccato, però, che non si possa entrare in chiesa a dire una preghiera, se non con l’eventuale intervento e aiuto di terzi, perchè uno scalino all’ingresso impedisce di accedervi in autonomia.
A cosa serve una rampa che per definizione dovrebbe essere ‘funzionale’ se per entrare in un luogo di culto resta lo scalino e chi si muove con ausili non vi può accedere?
Ho segnalato nell’occasione la barriera e sembra – mi è stato detto – che il problema derivi da limiti posti dalla Sovrintendenza delle Belle Arti.
L’accessibilità però non può essere parziale per definizione: c’è solo se è piena.
Nel segno della civiltà che trapela da ogni pietra di Civita e che ha mostrato la buona volontà di Amministrazione e Croce Rossa, spero che il 2025 “molli lo scivolo” per l’ingresso della Chiesa di San Donato, cuore di questo paradiso che è Civita.
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